domenica 29 novembre 2009

SeReNdIpItY


PROGETTO SERENDIPITY

Il progetto "Serendipity" è partito l'anno scorso sotto la supervisione della professoressa Ghetti. Gli studenti coinvolti nella scorsa edizione sono stati:

- Alex Grassi , che si è meritatamente guadagnato il secondo posto grazie alla sua presentazione su "Jurassic Park- confronto tra libro, film e colonna sonora"(nella foto è in basso a sinistra);

- Edona Gashi, che ha partecipato con il libro e il film Oliver Twist (tratto appunto dall'omonimo romanzo di Charles Dickens), dal quale ha ricavato interessanti riflessioni attuali (terza nella fila superiore a partire da destra);

- Leila Gambarini, che ha presentato il libro di Victor Hugo "Notre Dame de Paris", ma anche l'omonimo musical con la musica di R. Cocciante e libretto di P. Panella con dei brevi riferimenti al cartone della Disney "Il gobbo di Notre Dame" (quarta a partire da destra nella fila superiore).


Il progetto non si limitava semplicemente alla creazione di contenuti multimediali, ma anche all'elaborazione di riflessioni personali sui libri scelti e sulla casualità tramite la quale i partecipanti avevano "scoperto" i libri che presentavano.

Il progetto, che ripartirà quest'anno, speriamo con la partecipazione anche di altri studenti della nostra scuola, è proseguito anche in queste settimane, in quanto a Vipiteno, presso il Liceo P. Virgilio, sono già stati fatti due incontri per la presentazione dei lavori e ne è inoltre previsto uno anche per il 9 dicembre a Bolzano.

Il primo incontro è stato una sorta di prova generale per noi (ormai già che ci sono mi ci includo) vipitenesi , mentre il secondo, svoltosi pochi giorni fa, il 26 novembre, ci ha permesso di conoscere anche il lavoro svolto da due ragazze di Bolzano, Vicky e Francesca (mi dispiace ma non ne conosco i cognomi), accompagnate dal professor Santuari, che hanno creato un filmato sul libro e sul film "Twilight" scritto da Stephenie Meyer, che è diventato per molti giovani, o per meglio dire per molte ragazze, un cult. Alla loro presentazione è seguito un interessante dibattito sul film e sul libro in questione.

L'incontro è durato all'incirca due ore. I presenti, visti gli scarsi numeri di Vipiteno, sono stati abbastanza, e, da presentatrice, dico forse troppi, dato che non ci aspettavamo una simile affluenza.Siamo stati comunque felici nel vedere anche altri professori presenti.

Colgo l'occasione per ringraziare i presenti per l'attenzione.

Un grazie al professor Santuari, ideatore del progetto;
al preside di Vipiteno per l'opportunità di utilizzare le attrezzature e l'aula magna della scuola;
alla professoressa Ghetti che ci ha coinvolti;
a Luca Scorza che ci ha "messo" il computer;
a Vicky e Francesca per essere venute.

Spero di non aver dimenticato nessuno.

Alex e Edona, se volete aggiungere o togliere qualcosa non avete che da dirlo.

Nel caso che qualcuno fosse interessato a partecipare al progetto si può rivolgere alla prof Ghetti.

Se desiderate informazioni più dettagliate sui libri chiedete ai diretti interessati.

Vi aggiornerò su quanto avverrà a Bolzano, siete comunque tutti invitati.

Per sottolineare l'importanza dei libri cito Bertold Brecht "La dove si bruciano i libri, si bruciano anche gli uomini". Quindi leggete:) perchè i libri fanno parte di noi....


Leila G.




lunedì 25 maggio 2009

DACHAU: LA STORIA NON DEVE RESTARE UN FOGLIO BIANCO!

DACHAU. MONACO. 22 maggio 2009

Ho deciso di vincere la paura da foglio bianco, cioè di esprimere ciò che si pensa, paura abbastanza comune.... Questo non è proprio un foglio quindi è più facile scrivere qui.
Mi piace l'idea di mettere nero su bianco le sensazioni, non di certo piacevoli, provate (da me) a Dachau, il campo di concentramento nei pressi di Monaco.

Dachau. Questo posto sa di morte. Ci sono state migliaia di vittime in quel campo maledetto.
Si entra... Arbeit macht frei... tutti noi sappiamo cosa significa... il lavoro rende liberi... oltre al danno di essere lì anche la beffa di far credere che facevano loro un favore rinchiudendoli.
La depravazione e la perversione che si respirano tra quei muri, in quelle stanze ci fanno sentire la vita di quelle persone, o meglio, la morte di quelle persone...c'è odore di urina, di sudore, di duro lavoro, di sangue, di percosse, di violenza, di paura, di corpi ammucchiati come bestiame, di persone che hanno perso la dignità che è anche peggio di perdere la vita.
L'idea che più raccapriccia è il livello di crudeltà e sadismo che le persone riescono a raggiungere.... persone... per loro "persone" è alquanto fuori luogo... sarebbe meglio definirle bestie, perché è a loro che assomigliano di più...
Non c'è bisogno che vi dica io gli orrori commessi dal nazismo e da Hitler. L'olocausto per milioni di innocenti, l'atroce agonia... l'unica colpa dei prigionieri? L'essere diversi dall'ideale di Hitler.
I gruppi di prigionieri non potevano essere più eterogenei e si nota dai simboli sulle casacche
-la stella gialla a cinque punte: gli ebrei;
-il triangolo rosso: i prigionieri politici;
-il triangolo rosa: gli omosessuali;
-il triangolo viola: i testimoni di Geova;
e ancora molti e molti fra cui portatori di handicap, zingari... di cui però non ricordo il simbolo...
Tutto nel campo puntava a distruggere l'individuo e la sua unicità e faceva pressione sull'appartenenza a un determenato gruppo, logicamente in negativo, in quanto era quello il motivo per erano rinchiusi lì .
La storia non va dimenticata, c'è chi ancora definisce queste atroci sofferenze solo una leggenda. È per questo che non dobbiamo permettere che gli errori, anzi gli orrori, che sono stati commessi passino per "favolette".
Dachau non è il peggiore dei campi di concentramento di Hitler; lì le persone più che uccise sono state rinchiuse, ma non per questo gli orrori sono meno orrendi, le pressioni meno oppressive, le brutalità meno brutali, la cattiveria meno cattiva.
Quando io ho visitato Dachau era una giornata uggiosa e malinconica, che si è trasformata in una bella giornata di sole quando poi ci siamo allontanati dal campo di concentramento.

Speriamo che la storia possa fare lo stesso: essere uggiosa e triste se pensiamo alle atrocità del passato, ma che possa essere come una giornata in cui sole torni a splendere.

Scrivere per non dimenticare... troppi fogli sono stati lasciati bianchi, troppe parole non sono state dette, troppe cose sono state dimenticate o sminuite... non smettiamo di parlarne, impariamo dal passato e costruiamo un futuro.

Leila

mercoledì 20 maggio 2009

Il foglio bianco...

Chissà perché scrivere fa così paura? Forse non è tanto la sindrome da foglio bianco a colpirci, quanto piuttosto il timore di esprimerci, la paura di esporci agli altri con tutti i nostri limiti e le nostre debolezze. Ma forse possiamo vincere la nostra insicurezza e utilizzare questo spazio per esprimere a "tutto tondo" quello che proviamo...
Vogliamo riempire queste povere pagine bianche? Non chiedono altro.
Maghetta

domenica 14 dicembre 2008

Ripartiamo da qui...

Era il gennaio del 2006 quando, grazie a Luisanna Fiorini, aprimmo il primo blog della biblioteca.
Ora, a distanza di tre anni, ripartiamo da qui, con un nuovo blog che riprende però, nel suo nome e nel suo slogan, l'idea da cui era nato il giornalino della biblioteca nel 2002: Tuttotondo. Notizie a 360° da Vipiteno e dintorni.
Il perché di questo nome e di questo programma è presto detto: notizie a 360° perché sono molteplici gli interessi che possiamo nutrire noi, utenti della biblioteca (mi piace sottolineare il noi che accomuna studenti, insegnanti, personale non docente e famiglie); da Vipiteno e dintorni perché siamo tanti e le nostre scuole si distribuiscono in tutta l'alta val d'Isarco, da Brennero appunto a Vipiteno.
Quindi diamo ufficialmente il via a questa nuova avventura con un nuovo giornalino, della cui veste grafica sicuramente non straordinaria, mi assumo tutta la responsabilità.
Se qualcuno si offre di creare un nuovo vestito, siamo naturalmente pronti a cambiare!
MTG